Capitolo III – La legge fondamentale del Regno

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Capitolo III – La legge fondamentale del Regno

Il Terzo capitolo del Vangelo secondo Giovanni è molto importante in quanto tratta due temi fondamentali che sanciscono come si distinguono gli uomini di carne da quelli di spirito e perché bisogna farsi battezzare.

Nel paragrafo “Il dialogo con Nicodemo” un fariseo di nome appunto Nicodemo, si reca da Gesù di notte perché ha capito che lui è venuto da Dio come maestro. Nicodemo si è convinto di questo a seguito dei “segni” che Gesù ha compiuto, in questo contesto storico Gesù ha circa trent’anni e tutti si sorprendono di sentirlo parlare ed agire così perché sino ad allora era un uomo considerato semplicemente “figlio di Giuseppe e Maria”.

La domanda importante e molto curiosa che Nicodemo pone a Gesù infondo è questa: “Perché tu sei stato scelto come maestro e noi no?” e Gesù gli risponde così:

“Se uno non è nato dall’alto, non può vedere il regno di Dio” poi aggiunge: “Se uno non è nato dall’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Il nato dalla carne è carne e il nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti che ti abbia detto: voi dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole, senti il suo sibilo ma non sai donde viene né dove va. Così è chiunque è nato dallo Spirito“.

In queste parole risiede l’unica differenza che esiste tra gli uomini sulla terra, ovvero la scelta di credere o meno in Dio. Gli uomini di carne infatti sono coloro che seguono la mente razionale e anche se sentono e vedono i “segni” non credono nel potere di Dio. Gli uomini di Spirito invece sono coloro che seguono le loro intuizioni, vivono sentendo il “vento su di loro” che li spinge a comportarsi seguendo quello che gli suggerisce il cuore. Quel vento che sentono è il potere di Dio e si differenziano da tutti gli altri perché oltre comportarsi a da perfetti cristiani, Credono fortemente nell’esistenza di Dio Padre.

Dopo aver distinto gli uomini non in base alla loro “caratteristiche” ma in base alla loro “Scelta di vita”, Gesù aggiunge il motivo per il quale avviene la creazione di un “Uomo di Spirito” scelto da Dio.

“Dio infatti ha amato tanto il mondo, che ha dato il Figlio suo Unigenito affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio infatti non mandò il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non viene condannato; chi non crede in lui è già condannato, perché non ha creduto nel nome del Figlio Unigenito di Dio”.

Infine conclude dando spiegazione della missione che questo Uomo di Spirito, ovvero di Gesù, deve compiere. In questa spiegazione risiedono le istruzioni per riconoscere il peccato nell’uomo.

“Ora il giudizio è questo: la luce venne nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Poiché: chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano smascherate. Colui invece che fa la verità viene alla luce, perché si riveli che le sue opere sono operate da Dio”.

Si può dire quindi che chiunque fa qualcosa che non dice agli altri per vergogna o qualsiasi altro motivo e si nasconde per compiere quell’azione o quel pensiero, sta commettendo peccato. Qualsiasi cosa si mostri agli altri invece (alla luce del sole) e sia disposta ad “essere giudicata” nel cuore degl’altri come bene o male difficilmente se non mai sarà peccato, in quanto nessuna persona con un minimo di cervello (specialmente gli uomini di carne) mostrerebbe il male agli altri per paura di non essere ben visto ed apprezzato.

Nel paragrafo “L’ultima testimonianza del Battista” si parla invece della possibilità di battezzare l’uomo per purificare il suo cuore dai peccati commessi. Gesù e i discepoli iniziano a battezzare le persone, si parla di un fiume, il Giordano, dove le acque sono abbondanti e si intuisce che per “battezzarsi” si intendeva una completa immersione nelle acque del fiume, seguita da una profonda preghiera di remissione dei propri peccati verso Dio.

Tutti coloro che sono uomini di Spirito possono battezzare, Gesù i suoi discepoli e Giovanni Battista. Quando Gesù e i suoi discepoli iniziano a battezzare le genti si crea una disputa tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo a proposito della purificazione, andati da Giovanni gli fanno notare come tutti vogliono ora farsi battezzare da Gesù e non da lui, ma Giovanni risponde:

“Non può un uomo perdere nulla se non gli è dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: “Non sono io il Cristo, ma sono colui che è stato mandato davanti a lui. Egli deve crescere, io invece diminuire”.

Il paragrafo si conclude poi con un avvertimento rivolto a chi ha deciso di essere un uomo di carne e si rifiuta di credere in Dio e nel suo Figlio Unigenito Gesù.

“Infatti colui che Dio ha mandato, dice le parole di Dio, poiché dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio ed ha tutto rimesso nella sua mano. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi invece disobbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio è sopra di lui”.

2 risposte

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